Può contestare come abusiva la pigione di una nuova abitazione presso l'autorità di conciliazione entro 30 giorni dalla consegna – se è stato costretto a concludere il contratto per necessità o per la situazione del mercato degli alloggi, o se la pigione è stata aumentata in modo considerevole rispetto alla pigione del conduttore precedente (art. 270 CO). Nei Cantoni con obbligo del modulo, una pigione iniziale senza modulo corretto non è validamente pattuita; in tal caso il termine di 30 giorni non si applica.
Secondo l'art. 270 cpv. 1 CO, può contestare la pigione iniziale come abusiva presso l'autorità di conciliazione e chiederne la riduzione se è soddisfatta una delle due condizioni:
Inoltre la pigione stessa deve essere abusiva ai sensi degli art. 269 e 269a CO – deve cioè procurare al locatore un reddito sproporzionato o superare le pigioni usuali nella località o nel quartiere. Dove c'è penuria di alloggi, la condizione relativa al mercato è spesso soddisfatta. Cosa significhi «considerevole» la legge non lo dice; l'associazione degli inquilini indica come orientamento un aumento di circa il 10 % senza ristrutturazione.
Nei Cantoni con obbligo del modulo, il locatore deve consegnarlo alla conclusione del contratto.
Il termine di 30 giorni decorre dalla consegna, di regola dalla consegna delle chiavi.
Confrontare il modulo o chiedere al locatore l'importo della pigione precedente (art. 256a cpv. 2 CO).
L'istanza scritta deve pervenire all'autorità di conciliazione del luogo dell'abitazione.
L'autorità cerca un accordo; molti casi si concludono con una transazione.
In caso di successo la pigione iniziale viene ridotta; quanto pagato in eccesso viene compensato o rimborsato.
In caso di penuria di alloggi, i Cantoni possono dichiarare obbligatorio il modulo ufficiale per i nuovi contratti di locazione (art. 270 cpv. 2 CO). Il modulo indica quanto pagava il conduttore precedente e perché la pigione è stata aumentata. Dal 1° ottobre 2025 deve inoltre indicare il tasso di riferimento e lo stato dell'indice nazionale dei prezzi al consumo su cui si basava la pigione precedente (art. 19 cpv. 3 OLAL). Così gli aumenti nascosti diventano visibili – ad esempio quando una pigione continua a essere chiesta invariata nonostante l'attuale tasso più basso del 1.25 %.
Secondo l'elenco dell'Ufficio federale delle abitazioni (edizione settembre 2026), l'obbligo del modulo vige attualmente nei seguenti Cantoni:
| Cantone | Obbligo del modulo | Tasso di abitazioni vuote al 1° giugno 2026 |
|---|---|---|
| Basilea Città | sì | 0.78 % |
| Berna | sì (dal 1° dicembre 2025) | 1.04 % |
| Friburgo | sì | 1.26 % |
| Ginevra | sì | 0.31 % |
| Lucerna | sì | 0.70 % |
| Neuchâtel | in parte (determinati Comuni, 2–5 locali) | 1.64 % |
| Vaud | in parte (tutti i distretti tranne Aigle) | 0.87 % |
| Zugo | sì | 0.20 % |
| Zurigo | sì | 0.52 % |
L'obbligo dipende dal tasso di abitazioni vuote e può cambiare ogni anno. Il Vallese dispone di una base legale, ma attualmente di nessun obbligo. In tutti gli altri Cantoni non c'è un modulo obbligatorio – può comunque contestare la pigione iniziale entro 30 giorni.
Se in un Cantone con obbligo del modulo il contratto viene concluso senza modulo – o se mancano le indicazioni prescritte o la motivazione –, le conseguenze per il locatore sono rilevanti. Il Tribunale federale ha stabilito che il contratto di locazione resta valido, ma che l'accordo sull'importo della pigione è nullo (DTF 120 II 341, confermata nella sentenza 4A_168/2014). Il conduttore può allora:
Il tribunale non si riferisce automaticamente alla pigione precedente, ma fissa una pigione adeguata alle circostanze. Il limite è l'abuso di diritto: chi nota la mancanza del modulo e tace deliberatamente per sfruttarla più tardi può vedersi respingere la domanda. Il semplice fatto di pagare la pigione per anni non è invece abusivo.
In ogni Cantone può esigere dal locatore che Le comunichi l'importo della pigione precedente (art. 256a cpv. 2 CO). Lo chieda per iscritto e presto – dalla consegna ha solo 30 giorni. Altri indizi: vecchi annunci dell'abitazione, il conduttore precedente o vicini con abitazioni comparabili.
Inoltri un'istanza scritta all'autorità di conciliazione del luogo dell'abitazione. La procedura di conciliazione in materia di locazione di abitazioni è gratuita (art. 113 cpv. 2 lett. c CPC). Il locatore deve allora giustificare la pigione – con un calcolo del reddito o con pigioni comparabili nel quartiere. Nella pratica molte parti si accordano già all'udienza. Una disdetta data in reazione alla Sua contestazione è contestabile (art. 271a CO); veda Il locatore rifiuta – come procedere.
Abita già da più tempo nell'abitazione? Allora i 30 giorni sono di solito scaduti – una successiva riduzione del tasso di riferimento può comunque abbassare la Sua pigione. Lo verifichi con il calcolatore.
Entro 30 giorni dalla consegna dell'abitazione (art. 270 cpv. 1 CO). Conta la consegna, di regola la consegna delle chiavi – non la firma del contratto. L'istanza va inoltrata direttamente all'autorità di conciliazione del luogo dell'abitazione.
In un Cantone con obbligo del modulo, l'accordo sull'importo della pigione è allora nullo, ma il contratto di locazione resta valido (DTF 120 II 341, confermata nella sentenza 4A_168/2014). Può chiedere al tribunale di fissare la pigione iniziale e chiedere la restituzione di quanto pagato in eccesso – anche dopo la scadenza dei 30 giorni. Sarebbe abusivo tacere deliberatamente il vizio per sfruttarlo più tardi.
Può esigere dal locatore che Le comunichi l'importo della pigione precedente (art. 256a cpv. 2 CO) – in ogni Cantone. Nei Cantoni con obbligo del modulo, la pigione precedente figura sul modulo, dal 1° ottobre 2025 insieme al tasso di riferimento e allo stato dell'indice nazionale dei prezzi al consumo su cui si basava (art. 19 cpv. 3 OLAL).
La legge non indica una cifra. L'associazione degli inquilini indica come orientamento un aumento di circa il 10 % rispetto alla pigione precedente, senza ristrutturazione. Occorre inoltre che la nuova pigione sia abusiva, cioè procuri un reddito sproporzionato o superi le pigioni usuali nella località o nel quartiere.
Una disdetta data perché Lei fa valere in buona fede pretese derivanti dalla locazione è contestabile (art. 271a cpv. 1 lett. a CO). Durante la procedura e fino a tre anni dopo vige inoltre una protezione particolare contro la disdetta, se il locatore soccombe in misura considerevole o si accorda con Lei (art. 271a cpv. 1 lett. d ed e CO).
Secondo l'elenco dell'Ufficio federale delle abitazioni (stato settembre 2026): Basilea Città, Berna, Friburgo, Ginevra, Lucerna, Zugo e Zurigo, nonché parti dei Cantoni di Neuchâtel e Vaud. L'obbligo dipende dal tasso di abitazioni vuote e può cambiare ogni anno.
Questa guida illustra la situazione giuridica generale nel diritto svizzero della locazione e non sostituisce una consulenza giuridica nel singolo caso. In caso di controversia può rivolgersi all'autorità di conciliazione cantonale o a un'associazione degli inquilini.